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«Corro per ridare fiducia a Roma»

INTERVISTA AL CANDIDATO DI DEMOCRAZIA SOLIDALE AL CAMPIDOGLIO

Ciani: le primarie non sono già decise, conosco la città e ho tante proposte

ROBERTA D’ANGELO Roma

Da anni i leader dei grandi partiti dicono di dover allargare alla società civile, di voler recuperare il rapporto con i cittadini e quindi di doversi rivolgere all’associazionismo. Ma poi, al dunque, non c’è spazio per il confronto «nei grandi mezzi di comunicazione, che hanno già deciso tutto e non sono interessati alle primarie». Paolo Ciani, coordinatore di Democrazia solidale-Demos, una vita nella Comunità di Sant’Egidio, è in lizza per le primarie a Roma, e da mesi gira la città dove – per esperienza sul campo – ben conosce le realtà critiche del territorio.

Mesi di lavoro mentre le segreterie cercavano rappresentanti... Demos che cosa ha portato?

La nostra caratteristica: Demos è un movimento nato per dare espressione a una parte di cittadini e di società che non si ritrovavano nella proposta partitica già in campo. In questi anni è cresciuto il disinteresse, se non una vera e propria rabbia nei confronti della politica dei partiti, spesso perché non hanno espresso dei testimoni credibili. Con Demos e con la mia candidatura vogliamo ricreare fiducia in tanti che credono a una società coesa, alla solidarietà, che non si rassegnano all’individualismo.

Tanto lavoro, ma poi alla fine le primarie sembrano assegnate...

Le primarie sono di coalizione ed è normale che il candidato del partito più grande possa sembrare favorito. Ma c’è un fattore sorpresa, perché c’è anche ciò che i nostri concittadini riescono a cogliere delle proposte. Il problema è che non riusciamo a far parlare tanto di queste primarie, eppure non ce ne erano mai state con tanti candidati così diversi tra loro per provenienza, per impegno, per presenza politica. Il fatto che la grande informazione abbia già deciso che il vincitore sia Gualtieri, chiaramente non aiuta.

Allora ha ragione Calenda.

Calenda avrebbe fatto bene a partecipare per la qualità della sua proposta, e anche perché si rivolge a un pubblico di centrosinistra. La sua presenza avrebbe accresciuto la qualità del dibattito.

Anche Iv si è sfilata.

Credo che la scelta abbia indebolito la loro proposta e pure il centrosinistra, considerando che non ci sono i 5s. Purtroppo ha prevalso il calcolo personalistico piuttosto che il bene comune.

Sala auspica una lista riformista. Condivide?

Credo che anche in vista di una ricomposizione a livello nazionale sia più utile che il centrosinistra resti unito.

Anche con il M5s?

M5s è in forte evoluzione. In prospettiva penso che il campo per battere la destra debba comprendere tutte le forze del centrosinistra. Pure i 5 stelle, con cui governiamo a livello nazionale e locale.

Non a Roma. Cosa ha trovato nel suo tour elettorale?

Le diseguaglianze sono aumentate anche per la pandemia. Crescere in un quartiere rispetto ad un altro fa la differenza. C’è un grande tema di solitudine, che colpisce anziani, famiglie con disabili, con particolare fragilità o persone che hanno perso il lavoro. C’è un tema di prossimità alle persone. Per questo quando sento parlare di progetti roboanti mi fa strano. Non si parla di persone. La nostra proposta è di rimettere le persone al centro. Vedere i candidati nei quartieri a mo’ di safari fa impressione. Scoprono problemi e disagi di anni. L’amministrazione deve farsi prossima.

Se vince Gualtieri, il vostro 'patrimonio' che fine fa?

Siamo riusciti a sensibilizzare tanti cittadini. Abbiamo coinvolto il mondo delle associazioni e altre realtà come i comitati civici dei professori Cantelmi e Gambino. Altri concorrenti sono attenti alle nostre idee. Non è la corsa solitaria di Paolo Ciani ma il percorso politico con Demos che presenterà le sue liste a ottobre.

Anche in altre città?

Saremo presenti a Napoli, Milano e a Torino nelle coalizioni di centrosinistra, e anche nelle località minori.

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Lo storico esponente della Comunità di Sant’Egidio: «Rappresentiamo i cittadini che non si ritrovano più nei partiti. Calenda?

Avrebbe fatto bene a partecipare, per accrescere la qualità del confronto»

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